La CEI accanto alle vittime del gioco d’azzardo e dell’usura

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Una storia come tante altre quella di Agostino, un uomo che a causa a un vincita di 1000 euro al “Gratta e Vinci ” si è ritrovato a diventare dipendente dal gioco d’azzardo: spendere centinaia di euro in slot machine e gratta e vinci era divenuta una routine per lui, una routine terribile capace di rovinare una vita intera.

Dopo essersi sperperato tutto il capitale in suo possesso, ha finito per chiedere aiuto all’usura: un anno e mezzo vissuto nel terrore senza confessare nulla a nessuno.

Ma nel 2010 don Alberto lo ha accolto, lo ha aiutato affrontando con lui il suo problema, la sua malattia facendolo rinascere a nuova vita.

La nuova campagna promossa dalla CEI, la Comunità Episcopale Italiana, ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul gioco d’azzardo e l’usura, due terribili mali che purtroppo vivono di pari passo.
In Italia migliaia di persone non riescono a sfuggire alla voglia di giocare, portando la loro vita e quella delle loro famiglie sull’orlo di un burrone.

“Chi si è infilato in quel tunnel non è obbligato ad andare fino infondo, si può tornare indietro”

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