La Sardegna domenica vota sul nucleare

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Scritto da: - Categoria: Natura e giardino

CAGLIARI – Un milione e 400mila elettori sardi domenica 15 e lunedì 16 maggio saranno chiamati alle urne per il referendum consultivo sul nucleare. Nella scheda la possibilità di un “sì” (o, in alternativa, un “no”) sulla richiesta se si è contrari all’insediamento nell’isola di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive. Si voterà domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15, contestualmente alle elezioni amministrative che coinvolgono 98 comuni.

La consultazione referendaria è stata preceduta in questi mesi da svariate iniziative di dissenso, a opera di partiti e istituzioni, sulla possibilità di dover ospitare in Sardegna un impianto di energia atomica, o dei siti per le scorie. Contraria a ogni ipotesi nuclearista anche la Regione, che ha ribadito a più riprese l’opzione verso le energie rinnovabili e la <<green economy>>. Il governatore Cappellacci nei giorni scorsi ha inviato una lettera ai ragazzi della scuola, per sensibilizzarli sulla questione e chiedergli di fare opera di convincimento sui propri genitori per una presenza massiccia alle urne e un voto contro le centrali.

In Sardegna la problematica è da tempo al centro del confronto pubblico.

L’isola è stata infatti sempre menzionata come una delle regioni destinate ad accogliere uno degli impianti; questo anche per la natura del proprio suolo, che i geologi descrivono solido e non a rischio sismico. Un aspetto che ha guadagnato, drammaticamente, centralità dopo quanto è successo negli impianti di Fukushima, in Giappone. Tra i siti possibili si è parlato di un’area a sud di Oristano (a <<Cirras>>) e nei mesi scorsi di Teulada, nella costa sud dell’isola, dove da decenni esiste un presidio militare, corredato di poligono.

L’attenzione e la preoccupazione non sono calati neppure dopo che il governo nazionale ha deciso la moratoria sull’iter per la costruzione dei 4 reattori e ha eliminato le norme di legge nelle quali erano fissati tutti i passaggi per arrivare alla costruzione degli impianti, previsti entro il 2018. L’idea nuclearista a Palazzo Chigi non è stata però abbondonata e la Sardegna si cautela chiedendo la formalizzazione di un “no” al nucleare che in ogni caso è già nella bocca di tutti i cittadini.

Francesco Pirisi

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