CAGLIARI – Un milione e 400mila elettori sardi domenica 15 e lunedì 16 maggio saranno chiamati alle urne per il referendum consultivo sul nucleare. Nella scheda la possibilità di un “sì” (o, in alternativa, un “no”) sulla richiesta se si è contrari all’insediamento nell’isola di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive. Si voterà domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15, contestualmente alle elezioni amministrative che coinvolgono 98 comuni.
La consultazione referendaria è stata preceduta in questi mesi da svariate iniziative di dissenso, a opera di partiti e istituzioni, sulla possibilità di dover ospitare in Sardegna un impianto di energia atomica, o dei siti per le scorie. Contraria a ogni ipotesi nuclearista anche la Regione, che ha ribadito a più riprese l’opzione verso le energie rinnovabili e la <<green economy>>. Il governatore Cappellacci nei giorni scorsi ha inviato una lettera ai ragazzi della scuola, per sensibilizzarli sulla questione e chiedergli di fare opera di convincimento sui propri genitori per una presenza massiccia alle urne e un voto contro le centrali.
In Sardegna la problematica è da tempo al centro del confronto pubblico.
L’attenzione e la preoccupazione non sono calati neppure dopo che il governo nazionale ha deciso la moratoria sull’iter per la costruzione dei 4 reattori e ha eliminato le norme di legge nelle quali erano fissati tutti i passaggi per arrivare alla costruzione degli impianti, previsti entro il 2018. L’idea nuclearista a Palazzo Chigi non è stata però abbondonata e la Sardegna si cautela chiedendo la formalizzazione di un “no” al nucleare che in ogni caso è già nella bocca di tutti i cittadini.
Francesco Pirisi


Data: 13 maggio 2011



