E’ probabilmente il sogno che accompagna il genere umano da diverse generazioni. E più volte, nel corso degli ultimi decenni, abbiamo assistito ad annunci sensazionali, rilevatesi poi vere e proprie bufale, sulla possibilità che esista un elisir dell’eterna giovinezza. Questa volta, tuttavia, la fonte è di quelle autorevoli. Ad annunciarlo, tramite un’intervista esclusiva al Daily Mirror, è lo scienziato russo Vladimir Skulachev, e i media di tutto il mondo, da giorni, cercano di valutarne la veridicità, sottoponendo la notizia a scienziati e premi Nobel di tutto il globo.
Il biochimico russo è il capo del Dipartimento Bioenergetica all’Università statale di Mosca e ha lavorato alla questione dell’invecchiamento della popolazione per circa 40 anni. La sua cura è un anti-ossidante in grado di estendere, secondo Vladimir Skulachev, la durata media della vita.
Skulachev ha una lunga storia di pubblicazioni, molte delle quali sono fortemente citate, apprezzate e condivise da altri scienziati. Ha conseguito un ruolo di primo piano nel panorama scientifico internazionale con la cosiddetta “Teoria programmata dell’invecchiamento”, nella quale propone l’invecchiamento programmato della specie umana come “vantaggio evolutivo”. Tale teoria è stata presa in seria considerazione da tutto il mondo scientifico e avvallata anche dal biochimico e Premio Nobel Gunter Blobel.
L’elisir dell’eterna giovinezza consiste, secondo il biochimico russo, nel derivato di una sostanza anti-ossidante già nota, SKQ1, capace di “penetrare” nei mitocondri.
Skulachev e il suo team di ricerca hanno poi dimostrato che gli SKQ1 potrebbe estendere la vita dei funghi, crostacei, insetti e topi. I risultati del test degli SKQ1 sui topi, secondo i ben informati, sono davvero interessanti: la vita media dei topi, somministrando l’SKQ1 nei laboratori russi, sarebbe praticamente raddoppiata. Molti scienziati, tuttavia, dubitano che tali caso sia frutto della somministrazione dell’anti-ossidante sostenendo, di fatto, la possibilità che l’allungamento della vita media dimostrato da Skulachev sui topi, sia dovuto ad “anomalie statistiche” o a “fattori non controllabili”. Quello che emerge chiaro dalle ricerche del biochimico russo è, tuttavia, la possibilità di allungare la vita media (ed in buona salute) di alcune specie di animali, e non quello di renderla “infinita”. Nella migliore delle ipotesi, quindi, gli SKQ1 non sarebbe una ‘cura per l’invecchiamento’, ma un mezzo per invecchiare “bene”, rallentando gli effetti “deleteri” della tarda età.
Il lavoro del biochimico Skulachev e del suo team di ricerca continua. I suoi composti anti-ossidanti sono in fase di sperimentazione su esseri umani in Russia negli studi clinici, ma come trattamento per il glaucoma. Secondo il capo del Dipartimento Bioenergetica all’Università statale di Mosca, altri due (intensi) anni di ricerca in laboratorio e di sperimentazione potrebbero, di fatto, portare a conclusioni “sconvolgenti”. Staremo a vedere: il mondo scientifico (e non solo) è in fermento.





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Data: 25 settembre 2010



