Il successore del Dalai Lama in galera per evasione fiscale

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Il conflitto che vede da una parte la Cina e dall’altra il Tibet si fa sempre più delicato e teso.

Le armate cinesi continuano ad invadere le terre appena citate e il numero di monaci tibetani pronti a immolare loro stessi e a sacrificare la propria vita, in segno di protesta, aumenta sempre più.

Due settimane fa è stato Tenzin Punhsog a darsi fuoco contro l’invasione asiatica che sta portando a grandi scontri, in una terra indiana, che ormai da troppo tempo si trova in una situazione che sembra essere senza uscita.

Se questo non bastasse, una moltitudine di problemi interni sta andando a minare la fiducia nelle istituzioni religiose in India.

Ci riferiamo alla notizia di questi giorni che vuole il successore del Dalai Lama, Karmapa Lama Ogyen Trinley Dorje, accusato per alcuni illeciti finanziari sui quali la polizia indiana sta cercando di fare luce. Sono stati infatti trovati liquidi pari a quasi un milione e mezzo di dollari, in valuta di rupie indiane circa dieci milioni, che, secondo prime ipotesi sarebbero dovuti essere destinati all’acquisto illegale di terreni.

Il problema principale che rende il futuro Dalai Lama perseguibile a norma di legge è la mancata dichiarazione di tale somma di denaro che, così, diventa un fondo nero.

I legali e l’addetto stampa del giovane Karmapa Lama restano senza parole spiegando che si verrà presto alla luce dei fatti e giudicando ridicole le accuse, sottolineando che il sopra citato Lama, non si è mai occupato in nessun modo di quella che è la gestione finanziaria dei beni, e spiegando che si era in possesso di una somma di tale portata poiché, in questa, erano raccolte le donazioni di migliaia di fedeli, per una raccolta fondi che avrebbe portato alla costruzione di un nuovo Monastero.

Fatto sta che Karmapa Lama adesso rischia parecchi anni di carcere.

Molti tibetani, tra l’altro, approfittano di questo scandalo per ribadire la loro mancanza di fiducia in questo futuro leader spirituale, non comprendendo come abbia fatto in pochi anni a diventare braccio destro del Dalai Lama e accusandolo, i più creativi, di non essere altro che una spia inviata in India da Pechino.

Accuse senza dubbio molto fantasiose quest’ultime….o forse no?

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