Ragazzo ucciso da coetaneo per gioco a Roma

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Scritto da: - Categoria: Attualità Italia

Succede spesso, purtroppo, che una lite, nata per scherzo tra due ragazzi, due amici, possa sfociare nel dramma. Un pugno dato d’istinto, senza cattiveria, ma che ha avuto la sfortuna di colpire il punto sbagliato, che magari ha causato una caduta, un colpo alla testa, che ha trasformato un gesto di scatto guidato dall’istinto, in un peso che uno dei due porterà per sempre nella propria vita e che finirà sicuramente per schiacciarlo.

Siamo a Roma, il solito gruppo di amici esce per fare una passeggiata al centro commerciale Parco Leonardo, intorno alle 18:00. Tre ragazzi di questa comitiva si allontanano dal resto del gruppo e si siedono a dei tavolini di un bar del suddetto Centro Commerciale. Si prendono qualcosa da bere probabilmente, ridono scherzano come sempre, amici da una vita, quando tra due di loro qualcosa va storto (pare per una sigaretta).

Una discussione, nata probabilmente per scherzo, degenera, e sfocia in un pugno.

A ricevere questo pugno sarà il giovane Simone. Il colpo sferrato lo traumatizzerà alla testa, facendolo cadere a terra e facendogli perdere i sensi, gli amici, più lontani, accorreranno subito sul posto per cercare di tamponare il sangue che usciva a fiotti e di dare il loro sostegno, nelle loro possibilità.

Le guardie del Centro Commerciale interverranno sul posto per dare il primo soccorso, ma il ragazzo non riprende ancora conoscenza, compresa la gravità della situazione verrà chiamata l’ambulanza; accorrerà sul posto anche la polizia, che arresterà il giovane che, in stato di shock, ancora non si rende conto della gravità che avrà quel suo pugno sull’amico.

Il ragazzo viene portato d’urgenza in ospedale, ma non riuscirà a farcela fino alla fine della corsa, Simone morirà nel viaggio in ambulanza.

L’amico verrà accusato di omicidio preterintenzionale.

Fuori dalla camera mortuaria tutti gli amici, sconvolti, nessuno ancora capisce cosa sia successo, ma i come e i perché dei ragazzi si annullano davanti alle urla strazianti di una madre ancora sotto shock che piange un figlio al quale è stata costretta a dire addio alle tenera età di sedici anni.

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