Processo breve: Alfano non convince Napolitano. L' ultimatum di Berlusconi.
Gelo Colle-Guardasigilli. Affondo del Cavaliere in attesa del discorso di Fini a Mirabello. Si va verso elezioni anticipate?
Filtrano indiscrezioni sull’esito dell’incontro fra il Guardasigilli Alfano e il Presidente Napolitano. La missione del Ministro della Giustizia, fortemente voluta dallo stesso Premier, sembrerebbe non aver prodotto i frutti sperati. Alfano ha illustrato a Napolitano le possibile modifiche al nuovo testo sul processo breve, quelle discusse nell’incontro avuto lo scorso 31 agosto con Letta, Ghedini e il Presidente del Consiglio. La proposta del Ministro della Giustizia Alfano, si concentra sulla norma transitoria, quella che ha innescato pesanti polemiche, anche all’interno della stessa Maggioranza. La modifica? Limitare il processo breve ai reati commessi prima dell’indulto del 2006, escludendo quelli più gravi (mafia, sequestro di persona, banda armata) ma non quello di corruzione, per il quale è imputato il Premier nel Processo Mills. Napolitano si sarebbe riservato, secondo alcuni quotidiani nazionali, di pronunciarsi sul ddl solo dopo l’eventuale approvazione del Parlamento.
La missione di Alfano, considerata per molti politologi l’ “ultima spiaggia”, è fallita, generando le ire del Cavaliere: <<Se devo scendere a una trattativa con Fini -annuncia Berlusconi- allora dico subito che il processo breve non mi interessa più. Mandatelo pure su un binario morto. Perché io con quello non tratto più di niente, e nessuno è autorizzato per conto mio a trattare con lui, neppure i leghisti>>. Quindi niente trattative. Il tutto è rimandato a dopo il temuto (ndr) discorso di Fini a Mirabello.
Il “teatrino” della politica italiana offre, ogni giorno, spunti diversi. E così il lungo e logorante duello Berlusconi Fini si arricchisce, di ora in ora, di dichiarazioni fiume, di reazioni, mosse e contromosse, annunci e smentite che, volta dopo volta, allungano o accorciano le distanze fra i due contendenti. La questione, tuttavia, sembra essersi “arenata” su un binario morto a tal punto di spingere il Cavaliere ad un affondo, duro ma “calcolato”, contro il Presidente della Camera.
A margine del vertice di Palazzo Grazioli con i coordinatori del Pdl, Ignazio La Russa e Denis Verdini, Berlusconi, dopo aver dettato la linea politica del partito, passa al contrattacco, lanciando un non tanto velato ultimatum (ndr) ai finiani: <<Chi sta con noi bene, chi non ci sta, a partire dal processo breve, è fuori>>.
Cosa dirà, Fini, dal palco di Mirabello? Secondo Berlusconi, non ci saranno sostanziali novità rispetto a quanto già annunciato nelle scorse settimane. Non ci sarà, quindi, a detta del Cavaliere, il tanto atteso strappo. La possibilità, comunque da verificare, è che il leader di Futuro e Libertà detti i tempi e le modalità per la fondazione del nuovo partito, che detti, quindi, la strada da percorrere per la creazione del nuovo soggetto politico guardando, esplicitamente, a Casini e Rutelli. E’ questa la strategia d’autunno che permetterà, secondo i primi sondaggi, la creazione di un terzo polo (Api, Udc, Fini e Montezemolo) che è già accreditato oltre al 20 % dei consensi.
La presa di posizione di Berlusconi, quindi, risulta evidentemente “necessaria” per ridimensionare Fini e per sottrarre forze allo stesso Presidente della Camera. Il messaggio che dovrà passare, tuttavia, è che sia stato l’ex leader di Alleanza Nazionale ad uscire dal Pdl. <<Non ho cacciato Fini>>, sostiene il Cavaliere, carte alla mano, riferendosi al documento della direzione nazionale del Pdl non votato dai fedelissimi finiani. Una dichiarazione con la quale il Capo del Governo tenta di far ricadere la responsabilità di un’eventuale rottura al suo “acerrimo rivale”, pensando già alle prossime politiche. E così, come in una strategia da “bastone e carota”, dal vertice di Palazzo Grazioli con i coordinatori del Pdl, arriva l’ennesima “furbata”: l’incontro dei probiviri del Popolo dellla Libertà per decidere l’espulsione dal partito di Bocchino, Briguglio e Granata si terrà nei prossimi giorni e non sarà rimandato come più volte dichiarato ieri dai “generali” berlusconiani.
Emanuele Ameruso




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Data: 03 settembre 2010




[...] del premier: "Chi non sta con noi è fuori"RomagnaOggi.itQuotidiano Nazionale -GiornaleItaliano.info (Blog) -La Repubblica Bologna.ittutte le notizie [...]
Non mi sembra molto corretto che un Presidente della Repubblica e Presidente del C.S.M.analizzi a tavolino, insieme al Ministro della Gistizia la nuova riforma sulla Giustizia. Si capisce che è un’escamotage dettata dal Premier S. Berlusconi per far scoprire le carte al Quirinale ma non credo sia altrettanto corretto da parte di Napolitano cadere (e cedere ancora una volta alla forca caudina) delle trappole del plurinquisito Berlusconi .