Manifestazione Roma: l’Italia intera affianco Sakineh
Manichino Sakineh circondato da sassi insanguinati precede corteo manifestanti davanti l’ambasciata iraniana. Decine di iniziative in tutto il Paese. Bonelli al Governo: <<organizzare missione a Teheran>>. I manifestanti :<<Risparmiatela>>.
E’ in corso la grande manifestazione di Roma a favore della donna iraniana, Sakineh, condannata alla lapidazione per adulterio e complicità nell’omicidio del marito. Organizzata dalla Federazione Nazionale dei Verdi e fortemente voluta dal Presidente Angelo Bonelli, l’iniziativa è partita intorno le 16.30 con un lungo corteo (scandito dallo slogan “Risparmiatela !”), pacifico e senza vessilli di partito, alla volta dell’ambasciata iraniana di Via Nomentana. A precedere i manifestanti è presente un manichino delle sembianze di Sakineh, con il viso rosso coperto da chador e velo,circondato da sassi insanguinati. Hanno aderito, al momento, partiti politici (e fra questi Pd, Idv e Psi), associazioni, fondazioni, movimenti (e fra questi il Movimento Musulmani Moderati) e sindacati. Molte le personalità politiche e del mondo dello spettacolo presenti, e tanta gente comune arrivata nella calda capitale per esprimere il proprio dissenso nei confronti di una condanna che è, senza dubbio, una palese e “volgare” violazione dei diritti umani generalmente riconosciuti dalle nazioni civili. In molti lasciano, davanti all’ambasciata iraniana, fiori e messaggi di sostegno: la stessa Società sportiva A.S.Roma, per mano del Presidente Rossella Sensi e del capitano giallorosso Totti, ha aderito all’iniziativa nazionale “Fiori, non pietre”.
Il promotore dell’iniziativa, Il Presidente della Federazione dei Verdi, durante la manifestazione ha lanciato un appello accorato al Governo italiano affinchè metta in campo un’azione forte o si faccia carico di <<organizzare una missione a Teheran per chiedere la vita salva>> della donna iraniana.
Da ieri, inoltre, campeggiano, sulle facciate del Campidoglio, di Palazzo Valentini e Palazzo Chigi, delle “enormi” gigantografie della quarantatreenne Sakineh Mohammadi Asthiani. La foto della donna iraniana esposta presso il Ministero delle Pari Opportunità, è frutto di un’iniziativa congiunta del Ministro degli esteri Franco Frattini e dal Ministro Mara Carfagna. Entrambi, nei giorni scorsi, sia dalla Rete che attraverso pubbliche dichiarazioni, avevano lanciato importanti e significativi appelli sia alle autorità iraniane che all’opinione pubblica italiana, invitando alla mobilitazione generale.
E i numerosi appelli lanciati, dai quotidiani, dalle tv (anche private), dalle associazioni e movimenti, hanno stimolato numerose iniziative in tutto il territorio nazionale.
Fanno scalpore, inoltre, le dichiarazioni del figlio di Sakineh, il ventiduenne Sajad, che denuncia il tentativo di “tortura psicologica” nei confronti della madre, oramai allo stremo delle proprie forze. Le autorità iraniane avevano annunciato a Sakineh la sua lapidazione, costringendola a firmare testamento e ad abbracciare, per l’ultima volta, le proprie compagne di cella. <<La stanno uccidendo ogni giorno con tutti i mezzi possibili>> dichiara il frastornato Sajad, convinto, tuttavia, che la madre sia ancora viva <<proprio grazie alla campagna internazionale per il suo rilascio>>.
La speranza, si sa, è l’ultima a morire e, probabilmente, l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sul caso salverà la vita a Sakineh. Ciò, tuttavia, non risolverà definitivamente il problema. Altre donne e storie simili rischiano di finire nel “dimenticatoio”. E il filosofo e scrittore Daniel Salvatore Schiffer, già promotore del primo appello per Sakineh, lancia l’allarme: la giornalista Shiva Nazarahari, colpevole di aver scritto contro il regime, sarà processata il 4 settembre e rischia la vita. Che quello di oggi sia un segnale non solo per Sakineh, ma per tutte le donne iraniane.
Emanuele Ameruso





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Data: 02 settembre 2010




Primo: l’”adultera” non sarà lapidata.
Secondo: l’”adultera” è anche una abominevole uxoricida.
Terzo: l’”adultera” non è stata condannata dal “regime spietato” Iraniano ma da un Tribunale locale nella regione di Tabriz.
Quarto: la lapidazione non è tollerata dal Governo di Teheran, pratica barbara già in disuso in tutto il Paese ma che ancora sopravvive soltanto in pochissime zone rurali della Repubblica Islamica.
Quinto: l’”adultera” è soltanto una tra le migliaia di persone condannate a morte nei vari stati del mondo in questo momento, a cominciare dagli stati “civili” e “democratici” di USA ed Israele, però l’attenzione ipocrita dei mas-media è rivolta soltano al caso Iraniano: COME MAI?
Sesto: gli ipocriti filo-sionisti Alemanno, Frattini, Carfagna e Boniver perchè non si indignano allo stesso modo per le migliaia di vittime innocenti Palestinesi barbaramente soppresse dall’infame regime israeliano?