A Milano piove, piove non solo acqua ma, metaforicamente, piove anche fango e sulle nostre Istituzioni, compresa quella Questura che in questi giorni vive il tormentone “Bunga Bunga”, voluto, creato, e definito nei suoi contorni dalla interferenza del Presidente del Consiglio. Dietro questo clima autunnale, il “Bunga bunga” ,si aggira per le strade, lo si ritrova davanti alle edicole dei giornali, nelle battute dei pensionati che stazionano pigramente in Piazza del Duomo, nei discorsi, nei pensieri dei tanti turisti del ponte di Ognissanti, che, ormai, ci vedono come il Paese del Bunga Bunga, oscurando perfino importanti monumenti, musei, opere d’arte. I tanti, tantissimi, giovani e meno giovani, disoccupati, precari, senza una direzione, senza il denaro sufficiente a vivere una vita spensierata, gioiosa, sessualmente appagante, come quella del Presidente del Consiglio…cosa mai pensano? cosa mai prevedono, se prevedono, del loro “futuro”?
Non restiamo abbagliati davanti alle sconcertanti reazioni dei “protagonisti” di questa inquietante e boccaccesca vicenda! Prendiamo atto che, inutilmente, portiamo avanti un’appartenenza ad un Paese, il Nostro Paese, l’Italia, in netto disfacimento, prima di tutto morale, giuridico, economico, di tradizione, e, perchè no, soprattutto politico.
Dario Levi







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Data: 01 novembre 2010



