Protesi al seno Pip: il fondatore confessa

Additivi chimini nelle protesi Pip nascosti alle autorità
Ve ne avevamo parlato qualche giorno fa del caso medico che sta scuotendo tutto il mondo: le protesi al seno pip fatte con additivi per la benzina e oggi, dopo pochi giorni, ecco arrivare la confessione del fondatore dell’azienda Jean-Claude Mas, ricercato dall’Interpol .
L’uomo di 72 anni in un interrogatori di quasi 2 mesi fa, ha confessato di aver nascosto all’organo di certificazione TUV, i documenti che dimostravano di come fosse a conoscenza del fatto che le protesi da lui ideate contenevano un silicone non autorizzato dalle autorità, soluzione più economica ma comunque sicura (secondo Jean-Claude Mas).
Proprio per questo, una decine di giorni prima della visita della TUV, l’uomo ordino’ ai suoi dipendenti di eliminare e nascondere tutte le prove che dimostravano il grave reato.

Secondo l’uomo, apparso cinico e privo di ogni forma di rimorso, dichiarando che le donne che oggi denunciano l’azienda sono persone fragili, che usano le vie legali solo per far soldi facili.
I primi dati raccolti dalle autorità sanitarie segnalano 1143 protesi impiantante rotte di cui 495 causanti infiammazioni al seno, condizione che ha reso indispensabile la rimozione della protesi. Il massiccio programma di rimozione avviato dalla Franci ha visto fino ad oggi 672 donne sottoporsi alla rimozione della protesi Pip.

Da ultimo il dato più grave:  i casi di cancro accertati dalle autorità sono arrivati a 20, due dei quali causa di morte.

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